home page           contatti           links           info           help          area riservata

 
 

comune           servizi on line           guida ai servizi           carbonate           indirizzi utili           cultura e ambiente           eventi

 
     

Chiesetta "Bundianza". Una pietra "calvario" che doveva reggere una croce in ferro.  - Foto Zaffaroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesetta "Bundianza": affresco del soffitto del presbiterio  - Foto Zaffaroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Cimitero dei Caduti visto dal cancello d'ingresso sulla S.S. 233 - Foto Frontini

storia

geografia

demografia

economia

 

 

 

 

Profilo storico

Il nome "Carbonate" discende probabilmente dal nome personale romano "Carbone", riferibile con buona attendibilità a qualche importante famiglia proprietaria di possedimenti rurali del luogo; il suffisso -ate starebbe appunto a indicare tale derivazione.
Le origini di Carbonate, per quanto non chiaramente identificabili, sono senza dubbio assai remote.
Non risulta essere mai stato reperito materiale archeologico utile a documentare le vicende del paese nelle fasi più antiche della sua storia; tuttavia dall'esame dei documenti disponibili a partire dal IX secolo e dall'analisi della toponomastica locale, si può ricostruire indirettamente la fisionomia che Carbonate dovette avere durante la denominazione romana e nel corso del Medioevo, ossia quella tipica del Comune rurale, derivante da un antico "vicus" , a sua volta organizzato su un preesistente insediamento, riconducibile a originari elementi liguri.
Un'importante citazione del paese risale al X secolo, allorché i milanesi e l'arcivescovo Landolfo da Carcano si scontrarono "in campo carbonariae" (come riporta l' Arnulphi liber primus historiae Mediolanensis, cap.X, in L.A. Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo IV, Milano, 1723). .
E' incerto l'anno della battaglia, indicato nel 980, nel 983 o 984, o nel 979. Sebbene non sia neppure possibile identificare con sicurezza il campus Carbonariae con Carbonate, al ricordo dello scontro è ispirato lo stemma del paese, che riproduce l'antico castello intorno al quale sarebbe avvenuta la battaglia e del quale oggi non rimane traccia; dietro ad esso, a guisa di croce di Sant'Andrea, sono poste un alabarda e uno spadone.
Successivamente Carbonate, come molti Comuni della zona, fece parte del Contado del Seprio. Nel Cinquecento, insieme con il comprensorio di Limido Comasco, costituì la Signoria di Lurago, da cui trassero il nome i Luraghi, i primi signori che la governarono.
Nel 1510 Carbonate fu devastato se non addirittura distrutto dalle truppe svizzere del Cardinale di Sion, chiamato dal papa Giulio II contro i Francesi. Nel 1538, dopo che il paese si era parzialmente ripreso dal terribile disastro, divenne signore della zona Giovan Battista Porro. Il 4 Giugno 1593 fu smembrato il feudo di Appiano, di cui Carbonate era entrato nel frattempo a far parte, e presero il potere i fratelli Melchiorre e Baldassarre Briglia, i cui discendenti esercitarono i diritti feudali sul paese fino alla metà del Seicento. Nel 1650, la comunità di Carbonate si riscattò dall'infeudazione, dietro pagamento di un consistente tributo, e si liberò così della servitù feudale, garantendosi la libertà anche per il futuro.
Nel frattempo, a partire dalla metà del Cinquecento, si era andato di fatto il potere della famiglia Moneta, che aveva acquisito il diritto di patronato sulla chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta.
Fino agli ultimi decenni del Settecento, i Moneta esercitarono una spiccata influenza nelle vicende del paese, ove lasciarono varie tracce: particolarmente significativa è la chiesetta di S. Giovanni all'Abbondanza, edificata per volontà di Gaspare Moneta fra il 1717 e il 1720. La vita di Carbonate seguì per secoli i ritmi propri del villaggio rurale, che, oltre ad essere esposto agli "incerti" del tempo, era vessato da tasse, dazi e gabelle di ogni genere. Ciò rendeva miserabili le condizioni di una popolazione già povera, talora stremata da eventi drammatici, come le pestilenze del 1576 e del 1630, le varie epidemie di tifo, di vaiolo e di colera che imperversarono a più riprese nel corso dell'Ottocento, le ricorrenti carestie, o, infine, le periodiche esondazioni dei torrenti Gradeluso, Rabaù e Tinella, che devastavano le povere abitazioni dei contadini e riempivano di detriti le campagne. Va ricordato, a tale proposito, l'imponente piano di interventi attuato nella seconda metà del Settecento per l'inalveazione e la separazione del corso dei tre torrenti, così da poterne contenere le piene, anche di grande portata.
La fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento portarono rapidi e radicali mutamenti nella fisionomia di Carbonate. Il declinare dell'economia agricola, parallelamente allo sviluppo del processo di industrializzazione, a cominciare dall'apertura della manifattura Torley, determinò il progressivo abbandono delle cascine e il sorgere di consistenti insediamenti di piccole industrie e di imprese artigiane, che favorirono l'occupazione di manodopera maschile e femminile.
La vicinanza di grandi città come Milano e la presenza di collegamenti stradali e ferroviari resero l'ubicazione di Carbonate assai interessante; ciò spiega, tra l'altro, la notevole entità del flusso di immigrazione verificatosi soprattutto dalle regioni del Sud negli anni Sessanta e Settanta.
La popolazione, che con lenta gradualità era passata dalle 224 anime del 1568 alle 462 del 1805 e poi alle 930 del 1932, nel giro di pochi decenni si è quasi triplicata: se infatti nel 1953 gli abitanti erano 1.216, all'inizio del 2003 erano diventati 2658. A ciò si è accompagnato un processo di ammodernamento e di autonomia sul piano amministrativo, di cui un passaggio significativo è stata la ricostruzione del Comune autonomo di Carbonate, dopo che il Regio Decreto n. 1971 del 10 agosto 1928 aveva sancito la fusione dei Comuni di Mozzate, Carbonate e Locate Varesino in un unica entità denominata "Comune di Seprio", retta da un podestà di nomina governativa.
L'autonomia del Comune di Carbonate fu sancita con Decreto del Presidente della Repubblica n. 615 del 30 maggio 1953, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 agosto 1953; per assicurare il regolare funzionamento del nuovo Comune, il Prefetto della Provincia di Como, con proprio decreto del 12 settembre 1953, nominò Commissario prefettizio il comm. Vasco Bruttomesso, che si insediò il 13 settembre successivo.
Il 50° anniversario di tale evento è stato ricordato con una serie di manifestazioni nel mese di settembre 2003.