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Monumenti
La "Crocetta" di Carbonate
Presso il Municipio, nel prato a destra dell'entrata, si eleva
un'antica stele eretta dalla famiglia Moneta in ricordo della peste
che si abbatté sul paese verso la fine del Cinquecento. La "crocetta"
di Carbonate deve risalire a quest'epoca, poiché il basamento reca
un'incisione decifrabile come 1588, oltre allo stemma dei Moneta
e al nome Jo. Anton. Moneta.
La stele, quando fu eretta, si trovava ai piedi della Rampa Scalini,
probabilmente a indicare la strada per la Cascina Moneta, dove appunto
risiedevano gli omonimi signori.
Attualmente la Crocetta è situata nelle immediate adiacenze del
Palazzo Municipale.
il cimitero vecchio di Carbonate
Fino al 1788 era tradizione la sepoltura dei defunti nelle aree
attigue alla chiesa parrocchiale. A Carbonate, il primo cimitero
era posto dunque nella zona attualmente occupata dal battistero,
dalla cappella di Sant'Agnese e dal sagrato.
Sicuramente ancora molti nostri compaesani hanno ancora viva in
mente la notizia del ritrovamento avvenuto nel 1987 di una nicchia
contenente un defunto riccamente vestito, con tanto di cintura e
calzature ancora identificabili. Il corpo fu poi murato nuovamente
nella tomba murale. Ci è nota la presenza di altri sepolcri, nobiliari
e comuni, che costellano tutta la chiesa.
Il cimitero vero e proprio era circondato da un alto muro, e da
una grata in esso aperta era visibile l'ossario.
L'usanza di seppellire i nostri morti nei centri dei paesi venne
rifiutata in modo categorico dal pensiero illuminista che si affaccio
alla fine del XVIII secolo anche il Lombardia. Tale consuetudine
era considerata portatrice di malattie e problemi sanitari, tant'è
che l'Editto di Saint-Cloud, fonte di ispirazione per Foscolo nella
stesura de "I Sepolcri", ne vietò espressamente la continuazione.
Il nuovo camposanto, quello che oggi noi chiamiamo comunemente "Cimitero
Vecchio", fu costruito fra il 1785 e il 1786 sulla strada che conduce
a Locate, al tempo ancora lontana dalle abitazioni civili. L'ultima
sepoltura effettuata nella chiesa parrocchiale fu quella di tal
Veronica Montana nel dicembre del '87, cui rendiamo memoria.
Il cimitero è attorniato da una muratura in sasso e mattone, i cui
elementi sono posizionati a seguire le tipiche fogge della nostra
tradizione architettonica popolare, come i piastrini della cancellata,
l'uso dei coppi, la linea di mattoni sottili che solca trasversalmente
tutta la cinta; la parete di fondo ospita un'edicola con un affresco
a soggetto sacro, oggi ormai molto danneggiato dall'intemperie e
dall'incuria. Il Cimitero Vecchio fu utilizzato fino agli anni '30,
quando il podestà Giani decreto la costruzione della nuova struttura
che oggi ospita i nostri più recenti antenati.
Nel '61 fu elevato a "Monumento nazionale" ed è sede di un cippo
posto a ricordo dei caduti cartonatesi ingiustamente morti nelle
guerre di questo secolo.
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